Il Cineforum sull’Affido

Per conoscere e approfondire una possibilità di aiuto concreto e in continua evoluzione

di Francesca Crepaldi

Parte la mini-rassegna “Relazioni che aprono all’amore”, Cineforum dedicato a chi (persone singole, famiglie con o senza figli) potrebbe aprirsi all’accoglienza e maturare una disponibilità reale ad intraprendere un percorso di affido. Un’occasione per offrire al pubblico delle opportunità di riflessione, stimolate dalla visione dei film. 

Lunedì 4 aprile alle ore 20.30 è dedicato a “Pupille – In mani sicure”, la cui visione è consigliata ad un pubblico adulto, che racconta la storia di un incredibile incrocio di destini che uniscono per sempre due persone coronando speranze, desiderio e soprattutto rispondendo all’immenso bisogno di amore. 

Lunedì 11 aprile alle ore 20.30 invece si proietterà la commedia “Instant Family” di Sean Anders e ispirata all’esperienza di padre adottivo del registra che, attraverso le avventure e gli aneddoti quotidiani dei protagonisti, riesce a far emergere al meglio e con onestà e chiarezza, cosa succede e cosa provano non solo i ragazzi, ma anche le famiglie durante questo periodo. 

L’Arcobaleno-Onlus di Porcia, Casa Famiglia e Centro Diurno per bambini e ragazzi in situazione di disagio familiare, vanta una consolidata esperienza nella formazione e nell’accompagnamento delle famiglie affidatarie e prevede, al termine delle proiezioni, gli interventi di Francesca Bomben, psicologa e e psicoterapeuta e dei rappresentanti dei Servizi Socio-Sanitari del territorio. Il fine è non solo quello di informare ma possibilmente di aprire uno spazio di dialogo con il pubblico per considerazioni, dubbi, testimonianze. Un’opportunità, dunque, di confronto su un tema ampio e complesso, attuale e con risvolti nuovi se pensiamo alla nostra capacità di accogliere il popolo ucraino in fuga dalla guerra.  Un’occasione per parlare fondamentalmente d’amore, conoscendo meglio lo strumento che ci permette di mantenere lo sguardo al bambino e alla sua famiglia di origine, offrendo al piccolo quella dimensione di affetto e di serenità nelle relazioni che gli consentono di crescere libero di esprimere se stesso, anche nelle sue fragilità e nelle sue parti più faticose.  

https://www.larcobaleno-onlus.it/cineforum-relazioni-che-aprono-allamore/

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 Gli incontri sono sostenuti da contributo regionale FVG.  

Cannes ricomincia da tre!

di Andrea Crozzoli

Dopo due anni e più di pandemia il Festival di Cannes ricomincia da tre. Nel 2020 è stato costretto ad un’edizione autunnale, nel 2021 ad una in piena estate e finalmente nel 2022 ritorna nel suo periodo abituale (i più engagé direbbero nel suo ‘slot’ abituale) ossia in maggio, da martedì 17 a sabato 28, per la 75esima edizione della manifestazione.

Festival che dovrà fare i conti non solo con il Covid ma anche con la guerra in Ucraina e le sue tristi conseguenze. La guerra sembra del resto, in qualche modo, quasi perseguitare Cannes che aveva preparato la sua prima edizione, con Louis Lumière presidente di giuria, per il settembre del 1939 quando per la guerra furono costretti ad annullare e rinviare il tutto al 1946 con Roma città aperta di Roberto Rossellini fra i premiati del primo palmarès.

In ogni caso il Festival di Cannes, analogalmente alla Mostra del Cinema di Venezia, ha preso netta posizione sulla questione Ucraina e questo maggio escluderà le delegazioni ufficiali russe alla sua 75a edizione ma non i registi con le loro opere.

Poiché il mondo è stato colpito da una grave crisi in cui una parte dell’Europa si trova in uno stato di guerra, il Festival di Cannes desidera estendere tutto il suo sostegno al popolo ucraino“, si legge nel comunicato diffuso dagli organizzatori che continua affermando “Per quanto modesto sia, uniamo le nostre voci a coloro che si oppongono a questa situazione inaccettabile e denunciamo l’atteggiamento della Russia e dei suoi leader.” Conclude infine affermando che “Non accoglieremo delegazioni ufficiali russe né accetteremo la presenza di chiunque sia legato al governo russo”.

Negli ultimi anni il Festival di Cannes con un acuto sguardo caleidoscopico sul cinema mondiale ha proposto pregevoli pellicole di registi russi della nuova generazione come il geniale Kantemir Balagov, classe 1991, con Tesnota (2017) o La ragazza d’autunno (2019) premiato a Un Certain Regard.

Per l’edizione 2022 del Festival l’iconoclasta Kirill Serebrennikov, già presente in concorso a Cannes nelle precedenti edizioni con Petrov’s Flu e Leto, dovrebbe presentare quest’anno Tchaikovsky’s Wife dove fa luce sulla tumultuosa relazione tra Pyotr Tchaikovsky, il più famoso compositore russo di tutti i tempi, e sua moglie Antonina Miliukova. Ambientato nella Russia del 19° secolo, il film ritrae Miliukova, una giovane donna, bella e brillante, ossessionata dal mito Tchaikovsky dopo aver ascoltato la sua musica per la prima volta. Il compositore accetta la loro unione ma una volta sposato, la incolperà per tutte le sue disgrazie e cercherà di sbarazzarsi di lei in ogni modo. Miliukova decide però di sopportare e di fare tutto il necessario per non divorziare. Ciò la farà scivolare lentamente nella follia. Il film è interpretato da Odin Biron (The Optimists: A Cuban Affair), Elenev Nikita, Ekaterina Ermishina e Philipp Avdeev (Chernobyl).

Kirill Serebrennikov, 51 anni, non sarà a Cannes in quanto privato del diritto di lasciare la Russia a causa di una condanna penale. Questo lungometraggio “è arrivato in un momento piuttosto difficile della mia vita, come uno sfogo, una gioia essenziale, persino un’ancora di salvezza“, ha dichiarato con riferimento alle sue recenti vicissitudini che lo hanno quasi mandato in prigione. Un anno fa l’artista è stato condannato a tre anni di carcere, anche se con la condizionale. Voce critica verso Putin e l’autoritarismo del governo russo, schierato per i diritti delle comunità Lgbtq, Serebrennikov ha avuto manifestazioni di solidarietà in patria e il sostegno della comunità internazionale di cineasti ma la sentenza sta facendo il suo corso ed è ufficialmente soggetto a un divieto di viaggio di tre anni.

Per questa 75ma edizione del Festival, sulla Croisette dovremmo veder sfilare il meglio del cinema mondiale: da Hirokazu Kore-eda a Alejandro Gonzalez Inarittu, da Park Chan-Wook a Terrence Malick, da Jean-Luc Godard a David Cronenberg senza dimenticare i nostri Pietro Marcello e Alice Rohrwacher. Il tutto nella speranza che questi venti di guerra al più presto cessino di soffiare.

Aria di primavera

di Marco Fortunato

“Che sia di nuovo primavera” è l’incipit della presentazione del Pordenone Docs Fest – Le Voci del documentario che dal 6 al 10 aprile porterà a Cinemazero il meglio del cinema del reale da tutto il mondo, in una cinque giorni densissima di proiezioni, incontri ed eventi formativi.

Un auspicio, quello dell’arrivo di una nuova primavera “cinematografica”, che vorremmo potesse prendere il via con il festival per poi proseguire nelle settimane e nei mesi a venire, alimentata dai valori che contraddistinguono da sempre la manifestazione e fanno parte del DNA di Cinemazero: qualità, territorialità e socialità.

Qualità, prima di tutto, intesa come costante ricerca dell’eccellenza, denominatore comune a tutte le scelte di programmazione. Perché un film, senza tanti giri di parole, deve prima di tutto essere bello. Poi la territorialità che esprime il legame tra Cinemazero e, in senso ampio, la comunità e che si deve tradurre costantemente nella capacità di saper leggere ed interpretare i bisogni e le sensibilità di un determinato contesto. Se è vero che ogni film ha il suo pubblico è altrettanto vero che il pubblico bisogna saperlo cercare, raggiungere e conquistare. Per farlo è fondamentale conoscere il territorio, gli altri operatori culturali, le realtà che vi operano e i più importanti gruppi d’interesse con i quali creare una rete di rapporti, avviare momenti di co-progettazione e creare iniziative che possano valorizzare le specificità di ciascuno. E ancora la socialità, termine che più volte abbiamo utilizzato – specie in tempi di pandemia – come una sorta di mito quasi irraggiungibile. Ebbene noi crediamo fermamente nel contrario e pensiamo che proprio la fruizione della sala cinematografica, sia una dei momenti migliori per ritornare ad assaporarne il piacere insostituibile. E in questo il festival, per le sue caratteristiche, rappresenterà una grande occasione per rivivere delle esperienze collettive, in totale sicurezza.

Con l’arrivo della nuova stagione cambiano anche (finalmente!) alcune regole. Tra un mese sarà possibile dire addio all’obbligo di esibire il super GreenPass per accedere in sala e alla mascherina FFP2 rendendo così l’esperienza di visione ancora più confortevole.

Novità anche sul fronte normativo con la notizia della firma da parte del Ministro della cultura Franceschini del nuovo decreto sulle windows. «Ho già firmato il decreto che prevede 90 giorni nelle sale prima che un titolo vada sulle piattaforme. Questo vale da sempre in Italia per i film italiani che hanno avuto contributi pubblici.» ha dichiarato il Ministro pochi giorni fa «Vorrei che questa finestra temporale valesse per tutti. Ora stiamo lavorando, come hanno fatto in Francia, a una norma che estenda questo intervallo a ogni film, italiano e non»

Una vittoria? È presto per dirlo. Resta infatti da capire se e quali deroghe ci saranno – si sa il Diavolo si nasconde nei dettagli – ma è comunque un inizio incoraggiante.

Per fare ancora di più e ancora meglio serve però l’impegno di tutti. E qui come al solito entrate in gioco voi, il pubblico di Cinemazero. Il festival, con il suo ricchissimo programma, può essere l’occasione per provare ad “adottare” un film: approfondirne i temi, parlarne e promuoverlo tra i propri contatti, con l’obiettivo di portare più persone possibile a vederlo.  «Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per il cinema!», un gesto concreto per accelerare l’arrivo della primavera, di cui tutti abbiamo tanto bisogno.

15A Festa do Cinema Italiano em Portugal

di Lourenço Codelli

Al cinema São Jorge e in altre sedi – anche segrete! – sparse sui dolci pendii di Lisbona, dal 1° al 10 aprile 40 pellicole italiane dell’ultima stagione. Inaugurazione con la première di Ennio di Giuseppe Tornatore. Serata conclusiva con Il bambino nascosto di Roberto Andò. La retrospettiva arcicompleta di Pier Paolo Pasolini presentata da Ninetto Davoli presso la prestigiosa sede della Cinemateca Portuguesa. Omaggi ai centenari Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, presentati da Gianna Gissi e Lorenzo Baraldi. Omaggio al centenario Beppe Fenoglio. Ricordo del pisano-lisbonese Antonio Tabucchi a dieci anni dalla scomparsa. Franco Basaglia e i Matti da slegare rievocati da Silvano Agosti e Marco Bellocchio. Ricordo canoro di Franco Battiato. Adieu cara Monica Vitti con L’anatra all’arancia di Luciano Salce, che suscitò un famigerato casus belli censorio alla tv portoghese. Mattinate per i piccoli, cortometraggi, documentari, giuria dei film in concorso, q&a con i cineasti, dibattiti all’Istituto Italiano di Cultura, concerti, mostre, abbuffate a tema filmico, itinerari italo-gastronomici, inoltre repliche delle proiezioni a Porto, Coimbra, Cascais, Setúbal e altre città del Portogallo. 

Se al mondo esiste un evento di pari dimensioni e ambizioni dedicato al cinema italiano e alle sue infinite connessioni culturali, io non lo conosco.

Un evento allestito da tre appassionati “espatriati”, il veneto-triestino Stefano Savio, la cileno-magiara Anette Dujisin, il lucano-partenopeo Adriano Smaldone.

Alla Festa ci lavorano full time tutto l’anno. Non si tratta d’un evento effimero, cioé non cala le saracinesche l’11 aprile. I tre festaioli fondatori dell’Associazione il Sorpasso acquisiscono i diritti di buona parte dei film in programma, inclusi i classici restaurati, li distribuiscono nelle sale e sulle piattaforme lusofone, li portano in tournée d’estate prima in Angola e Mozambico e poi nelle catene di multiplex del Brasile, invitando anche laggiù cineasti e reporter.

Ministro Dario Franceschini se você estiver lá, bata uma batida.

https://festadocinemaitaliano.com/