Le Giornate del Cinema Muto 2025
Quando le Giornate del Cinema Muto nacquero nel 1982
potevano sembrare una follia che avrebbe avuto vita breve. Oggi, sono un
migliaio gli accreditati che in una settimana fitta di proiezioni, eventi,
presentazioni di libri e conferenze, giungono da 41 Paesi diversi(il
16% dagli Stati Uniti) a Pordenone. A questo numero si aggiungono gli oltre
400 abbonati da più di 30 Paesi per la sola programmazione online,
realizzata in collaborazione con MYmovies. 115.500
le pagine visitate sul sito delle Giornate nel periodo del festival e su
Facebook e Instagram si sono raggiunti 3.100.00 utenti unici, per un
totale di 4.600.000 impression. Oltre
200 i titoli fra cortometraggi e
lungometraggi provenienti da 40 archivi internazionali che hanno
collaborato alla riuscita della 44a edizione del festival, presieduto
da Livio Jacob e diretto da Jay Weissberg.
Le Giornate si confermano la manifestazione più prestigiosa per la
conoscenza del cinema muto a livello internazionale per la varietà delle
proposte e la qualità delle proiezioni su grande schermo, sempre accompagnate
dal vivo da esecuzioni di singoli musicisti o di orchestre. Un festival
che, assieme alla fitta rete di appuntamenti culturali distribuiti nell’arco
dell’anno, ha contribuito al “rinascimento” di Pordenone e alla scelta
di nominarla Capitale Italiana della Cultura 2027.
«Dopo
dieci anni alla direzione del festival – commenta Weissberg – una delle
più grandi soddisfazioni è vedere sempre più giovani interessati al cinema
muto. Oltre al Collegium che ci porta sempre nuovi studenti e
studentesse da tutto il mondo, ha partecipato a questa edizione anche un
nutrito gruppo dall’Università di Tor Vergata che ha realizzato un
podcast, e fra il pubblico degli accreditati ci sono molti giovani che, una
volta conosciuto il festival, ritornano a Pordenone. Insomma, stiamo seminando
qualcosa, grazie a film e rassegne che si legano all’attualità e a un
linguaggio cinematografico, quello del muto, che sa parlare anche alle nuove
generazioni. Sono certo che riusciremo a mettere insieme un bel programma anche
per la prossima edizione, quando presenteremo, fra gli altri, un’ampia
retrospettiva sul cinema senza censura della Repubblica di Weimar; la seconda
parte della rassegna dedicata a Italia Almirante Manzini, una vera riscoperta;
e proseguiremo il nostro viaggio in Italia facendo tappa nel Lazio».
Intanto quest’anno retrospettive e omaggi hanno
presentato un ampio panorama del cinema di tutto il mondo, dalle origini
all’affermazione dell’industria e alla nascita del divismo. “Sei gradi di Charlie” ci ha portato nell’universo di Chaplin
con materiali straordinari dall’archivio di famiglia e fra coloro che lo hanno
ispirato, i suoi imitatori e i suoi allievi; uno
scrigno prezioso si è rivelata anchela prima parte della rassegna su Italia
Almirante Manzini; il cinema ucraino per i ragazzi ha
presentato un particolare aspetto della produzione cinematografica fra il 1924
e il 1930, quando l’Ucraina era parte dell’Unione Sovietica; i grandi classici
e i film del canone hanno proposto capolavori di Fritz Lang, Abel Gance,
Harry Langdon, John Ford, e naturalmente i più amati: Chaplin con
l’anteprima mondiale del restauro del MoMA di Shoulder Arms, e Buster
Keaton, protagonista della preapertura di Sacile e della chiusura con Our
Hospitality, che replicherà domenica alle 16.30 in collaborazione
con il Teatro Verdi.
La rassegna dedicata alle regioni d’Italia, iniziata l’anno scorso
con la Sicilia, è proseguita con successo anche quest’anno con la Liguria
con film che ci hanno mostrato le bellezze del paesaggio, ma anche scene di
vita familiare e rari film a soggetto. Il programma dedicato all’avanguardia
belga – il Belgio è la patria di Rene Magritte – ha offerto un quadro della
sperimentazione con i film dei più importanti esponenti del documentarismo Henri
Storck e Charles Dekeukeleire.
Ha
avuto grande rilievo anche l’animazione con i film di Max Fleischer
e della sua Factory, accompagnati a Pordenone dalla nipote Jane Fleischer Reid, che
si è dedicata al recupero e al restauro dell’opera del nonno, un genio assoluto
dell’animazione celebre nel mondo per aver inventato i personaggi di Betty
Boop e KoKo the Clown. Sempre per l’animazione, un altro
appuntamento prezioso e originale è stato quello con i Paper Movies
giapponesi, originariamente su carta anziché su celluloide.
La
musica, sempre una componente fondamentale del successo del festival, è
stata molto apprezzata negli eventi di apertura e di chiusura, rispettivamente
con l’Orchestra da Camera di Pordenone diretta
da Ben Palmer e – nell’anno di Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della
Cultura – l’Orchestra of the Imaginary di Lubiana diretta
dal compositore sloveno Andrej Goričar.
Successo anche per il Duo Yumeno composto da Yoko Reikano Kimura e Hikaru Tamaki, per
Laura Rossi che ha composto la partitura di The German Retreat and
Battle of Arras(Ritirata tedesca e Battaglia di Arras) eseguita
dall’Orchestra da Camera di Pordenone e dal Coro del Friuli Venezia
Giulia; Cynthia Zaven e la sound designer Rana Eid che hanno
creato ed eseguito dal vivo l’accompagnamento di Palestine: A Revised
Narrative (Palestina: una narrazione riveduta). Superlativi, come
sempre, gli accompagnamenti musicali dei pianisti Neil Brand, Günter Buchwald,
Philip Carli, Mauro Colombis, Stephen Horne, Meg Morley, José María Serralde
Ruiz, Donald Sosin, John Sweeney, Daan van den Hurk e dei musicisti Elizabeth-Jane
Baldry (arpa) e Frank Bockius (percussioni).
Senza dubbio, The German Retreat and Battle of Arras
e Palestine: A Revised Narrative sono stati l’evento di maggior
originalità e uno dei più graditi dal pubblico, che – come per gli eventi di
apertura, di chiusura e le serate di giovedì con Langdon e Chaplin
e di venerdì con il film con George O’Brien e Dorothy Mackaill,
l’attrice il cui volto è l’immagine di questa edizione – hanno registrato il tutto
esaurito e hanno offerto un aggancio all’attualità e lo spunto per una
riflessione su aspetti della storia che continuano a interrogarci, ieri come
oggi.
Come ogni anno, dopo il festival, una selezione del programma
sarà presentato a Parigi, alla Fondation Seydoux-Pathé, dal 29 ottobre
al 18 novembre 2025.
Le Giornate del Cinema Muto danno appuntamento a Pordenone per
la 45a edizione, che si svolgerà dal 3 al 10 ottobre 2026.
Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate
grazie al sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero
della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di
Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine e della Fondazione Friuli.