Buon compleanno, Pasolini!

Di Angela Ruzzoni

Pier Paolo Pasolini avrebbe compiuto 99 anni il 5 marzo e Cinemazero non può non celebrare questa particolare ricorrenza nell’anniversario della sua nascita, custodendo uno degli archivi più importanti di tutta Italia sul poeta-regista.

Molte le occasioni promosse da Cinemazero per omaggiarlo, in un connubio tra immagini, suoni e visioni.

Da venerdì 05 marzo appuntamento  con uno “Special Guest” direttamente da Sanremo: la più piccola galleria d’arte a cielo aperto, fuori da Cinemazero, vedrà il progetto Zero_Comix chiudersi con 6 preziosissime tavole – selezionate da Paola Bristot – disegnate da Davide Toffolo, fumettista pordenonese di fama internazionale, cantante della band Tre Allegri Ragazzi Morti, che ha portato la città di Pordenone alla ribalta nazionale e ora impegnato al “Festival della canzone italiana” con il pezzo Bianca Luce Nera insieme agli Extraliscio.

Nelle bacheche stradali vicine al cinema le immagini disegnate da Toffolo esprimono la forza di un dialogo vivo che dimostra come Pasolini resti ancora oggi di una attualità sconcertante. Sono parole forti che lasciano il segno, come anche i disegni si stagliano in maniera potente a ricordarci che le voci dei poeti sono dei moniti e che mai come ora dobbiamo restare in ascolto e lasciarci guidare dalle loro illuminazioni. 

Toffolo cerca il poeta tra le pagine dei suoi libri, nei ritagli di stampa, nelle interviste e ne cattura l’essenza: la rabbia, l’inalienabile solitudine, la feroce irriducibilità del poeta sono tutte tra queste pagine, in un intenso ritratto di Pasolini a opera di uno degli artisti più anticonformisti del panorama italiano.

Le illustrazioni sono tratte da “Pasolini concerto disegnato” un progetto che ha visto presenti 6 tra gli autori più importanti del fumetto e dell’illustrazione sulla scena internazionale.

Sempre le immagini, ma questa volta in movimento, saranno protagoniste de I volti di Pasolini un’installazione che dal 5 marzo sarà proiettata dalla Mediateca di Cinemazero, in piazzetta Cavour, dall’imbrunire, verso le 18.00, per popolare il centro di Pordenone con un doveroso omaggio al poeta regista.

I volti di Pasolini raccoglie una selezione proveniente dai preziosi materiali video girati in buona parte da Gideon Bachmann durante gli anni di amicizia con Pier Paolo Pasolini, in particolare legati al suo volto, protagonista in molti dei suoi scatti e delle interviste filmate. Un modo unico per l’intera città per vivere un dialogo con il poeta.

Le immagini saranno inframezzate da brevi ed essenziali citazioni di Pasolini, tratte dagli archivi audio – autentico unicuum a livello mondiale – sempre custoditi da Cinemazero.

In mediateca sarà poi possibile richiedere un link, gratuito per tutti i tesserati, per la piattaforma online Il cinema Ritrovato – Fuori sala, i migliori restauri, i grandi classici e le rarità da scoprire: la Storia del cinema firmata dalla Cineteca di Bologna che questo mese offre una ricca selezione di documentari diretti da Pier Paolo Pasolini (Comizi d’amore, Appunti per un’Orestiade Africana e la lunga esclusiva Intervista a Pasolini “Sotto l’albero, autentica chicca degli archivi di Cinemazero) e di alcuni approfondimenti critici.

Altri documentari dedicati a Pasolini, custoditi dagli archivi di Cinemazero, saranno disponibili gratuitamente anche su AdessoCinema (www.adessocinema.it) – piattaforma online creata da Cinemazero, dal Visionario di Udine e dalla Cineteca del Friuli: Visioni della Medea. Tracce di un film di Luciano De Giusti, scene tagliate dal montaggio finale di Medea di Pier Paolo Pasolini e Salò. L’ultimo film di Pasolini di Riccardo Costantini e Michele Baggio, una sequenza di fotografie inedite di Deborah Beer scattate durante le riprese delle scene di tortura sul set e accompagnata dalla voce di Pier Paolo Pasolini – registrata da Gideon Bachmann.

Dragoncelli alla Sorrentino

Di Lorenzo Codelli

«I cinquantacinque minuti del mediometraggio non affrontarono mai la commissione di censura, furono in pochi ad apprezzare Dragoncelli di fuoco, la sua regia nervosa (le zoomate, i fermo immagine, i carrelli casarecci, i piani sequenza, il montaggio dinamico), i frammenti pop (le inquadrature speculari, le istantanee grottesche, i colori vividi e l’infallibile costruzione sonora), il suo mosaico citazionista (Poul Bocuse finito tra i ringraziamenti per l’«inesauribile fonte d’ispirazione» del suo libro La cuisine du marché, Quell’oscuro oggetto del desiderio di Luis Buñuel citato nell’unica sequenza erotica del film, il campione di scacchi Bobby Fischer il cui nome appare sul quotidiano «La Stampa», Edwige Fenech – «Sei superlativo come ogni tuo piatto, la tua insaziabile Edwige» è scritto su un biglietto indirizzato a Palatone, Emilio Fede che – grazie al montaggio – “intervista” lo chef al tg4 e ancora: Alfred Hitchcock, David Bowie, Andrea Mingardi, Gianni Agnelli, i Talking Heads, le immagini in movimento di Paolo da bambino, quattro anni o giù di lì) e l’enigmatico finale sul volto di Palatone. Perché il vincitore del Grembiule di Platino è un cocainomane. E l’ultima ripresa – un primo piano e un sorriso interrotto dello chef – spegne un’ora di lazzi riavvolgendo il film in chiave misterica. Cosa vede il Palatone dell’ultima sequenza? Perché non ride più? C’entra la morte? Dragoncelli di fuoco fu proiettato il 27 novembre 1994 durante le «Giornate del cinema invisibile» del Centro Giovanile e all’Università Federico II…».

           In un volumetto scarlatto edito da Bietti, denso, ironico, godibilissimo, spesso redatto in napoletano verace, il sorrentinologo udinese Stefano Loparco ha resuscitato – miraculo ‘e San Gennaro e San Maradona! – le vicissitudini incredibili, l’essenza sfavillante del primo, gastroerotico lungometraggio diretto dal futuro auteur di bijoux quali Le conseguenze dell’amore e La grande bellezza. Se ne consiglia vivamente la fruizione a folle di fan, superfan, fanciulle, fanciulli, oltre a Jep Gambardella, Giulio Andreotti, Tony Pisapia, le ombre premonitrici dei quali vi godrete in mezzo ai dragoncelli infuocati.

Rinnovare la magia: la Mediateca di Cinemazero apre al digitale!

Di Elena D’Incà

Il termine Mediateca racchiude in sé un paradosso, poiché si tratta una parola composta da: -teca (un archivio, un luogo che richiama a qualcosa di antico, ed alla conservazione) e media- (“il complesso dei nuovi mezzi di comunicazione, frutto delle più recenti e avanzate tecnologie”. Cfr Treccani). In una Mediateca si concretizza la magica fusione di due opposti: ciò che è votato alla conservazione dell’antico si unisce a ciò che è estremamente moderno. Una magia che si ritrova anche tra gli scaffali dei DVD, dei nastri magnetici e dei libri. Quando? Nel momento in cui scopro il piacere nella visione di un film d’autore (di cui magari ignoravo l’esistenza), nel momento in cui riesco a trovare quel film svisto e introvabile nel commercio Home Video, nel momento in cui mi faccio consigliare un approfondimento filmografico al tema della mia ricerca…

L’emergenza pandemica in corso ha accelerato il trasferimento verso la ‘sfera del digitale’ in particolare per quanto riguarda le abitudini di ‘consumo’ e visione di film su piattaforma. A questo si aggiunge che i lettori di Home Video (DVD, VHS e CD) sono oramai introvabili nel mercato…

Una Mediateca, quindi per continuare a essere tale, deve investire continuamento nel rinnovamento, deve essere in grado di aprire i propri patrimoni ai nuovi media digitali.

La Mediateca di Cinemazero, consapevole di questo da anni ha introdotto dei ‘servizi digitali’: le lezioni di cinema de Lo sguardo dei Maestri on-line (https://cinemazero.it/cinemazero-e/mediateca-it/guarda); la repository di video-saggi dedicati alla didattica del cinema e allo studio del linguaggio cinematografico (https://cinemazero.it/cinemazero-e/didattica-audiovisivo/formazione); fino all’apertura ai “mondi virtuali e immersivi” con lo spazio VR in Mediateca.

Ora abbiamo voluto fare di più allargando anche lo spazio dei nostri scaffali di film al digitale!

Dal mese di marzo infatti tutti gli utenti della Mediateca potranno accedere gratuitamente a Il cinema ritrovato – Fuori sala. Un progetto realizzato dalla Cineteca di Bologna che rende disponibile un catalogo virtuale di 15 film al mese, selezionati dal Festival Il Cinema Ritrovato, la visione a distanza dei film sarà inoltre arricchita da una presentazione di critici cinematografici e registi. “Saranno titoli consacrati ma misteriosamente introvabili in rete o visibili solo attraverso copie illegali e di ignobile qualità” spiega il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli “ Ma anche film sconosciuti, dimenticati o mai considerati dalla critica. Film di oggi, ma soprattutto di ieri, dove ieri, inizia alla fine dell’Ottocento. Film italiani, europei, statunitensi, di paesi che non esistono più, come la Germania dell’Est o l’URSS, ma anche asiatici e africani. Ogni film sarà presentato nella migliore versione esistente e tutti i film muti saranno accompagnati da musiche appositamente concepite”.

Dal mese di marzo sarà possibile richiedere un codice gratuito di accesso ai film digitali, in particolare questo mese verrà celebrato il ricordo di Pier Paolo Pasolini con una selezione di suoi film (nel mese di marzo infatti ricorre l’anniversario della nascita del grande regista e poeta). Tutti gli utenti della Mediateca potranno quindi mandare una mail a mediateca@cinemazero.it e riceveranno un codice di accesso per vedere in streaming la selezione di titoli proposti.

A questo si aggiunge la piattaforma AdessoCinema.it nella quale sono disponibili molti interessanti film e documentari del nostro territorio. Una selezione preziosa, che ogni settimana si aggiorna con nuovi titoli.

Altra importante novità in materia di digitalizzazione e automazione è l’introduzione dell’Auto-prestito: una postazione in loco che consente di registrare in autonomia i prestiti e le restituzioni di tutti i patrimoni (film e libri) conservati in Mediateca.

Uno strumento che consentirà di sveltire i tempi di attesa nelle operazioni di prestito e restituzione di film e libri e soprattutto, lascerà molto più spazio alla consulenza filmografica del personale esperto della Mediateca. Una new-entry tanto attesa che migliorerà il servizio rendendolo ancora più a misura di utente, il quale verrà accompagnato alla scoperta dei patrimoni cinematografici conservati nei nostri scaffali.

Un’apertura al digitale con la qualità che da sempre ci contraddistingue, per continuare a far vivere quel paradosso magico che è racchiuso in ogni Mediateca.

…E POTRESTI RIPARTIRE. CERTAMENTE NON VOLARE MA VIAGGIARE…

Di Marco Fortunato

I versi di Lucio Battisti sembrano perfetti per descrivere l’attuale situazione del mondo dello spettacolo, e del cinema in particolare. Un mondo certamente tra i più provati dalla pandemia (la parentesi con le sale aperte in estate/autunno ha avuto un grande significato sociale e culturale ma economicamente è stata fortemente penalizzante), che finalmente vede la luce in fondo al tunnel con la possibilità di una riapertura. Certo vi è la consapevolezza che la ripartenza sarà molto complessa – tra scarsità di prodotto, soprattutto internazionale, e necessità di riabituare il pubblico a frequentare la sala dopo mesi di distanza – ma almeno il sistema potrà tornare, lentamente, a viaggiare.

Come prepararsi al meglio a questa ripartenza? Un ottimo consiglio ce lo dà sempre Battisti, lanciando il monito a evitare “le buche più dure”, in altre parole facendo attenzione alle condizioni di ripresa dell’attività. Meglio evitare, sembra suggerire, che siano troppo pesanti altrimenti il rischio è che invece che aiutare finiscano per penalizzare il cinema e il suo pubblico.

In questi giorni l’associazione di categoria (ANEC, Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici) ha saputo meglio di chiunque altro sintetizzare le specificità del sistema cinema e i passaggi più critici da affrontare.  

Per prima cosa è necessario garantire una ripresa uniforme a livello nazionale. Diversamente, in una situazione di aperture a macchia di leopardo, nessun distributore se la sentirebbe di affrontare gli ingenti investimenti che richiede oggi portare un film in sala, di fronte al rischio di vedere vanificato il suo impegno, magari per il cambio di colore di un paio di regioni.

È necessario poi mettere il pubblico nelle condizioni di poterli frequentare. Il riferimento è al coprifuoco che, stando le regole attuali, imporrebbe di iniziare l’ultimo spettacolo alle 19.30 – considerando un film che duri due ore e i tempi necessari a raggiungere il cinema – rendendo così difficilissimo parteciparvi, ad esempio, a chiunque lavori. L’alternativa sarebbe quella di consentire il rientro al proprio domicilio anche dopo le 22 se in possesso di un titolo d’ingresso allo spettacolo cinematografico così da permettere ai cinema di prevedere spettacoli con orario d’inizio anche alle 21/21.30. Altrimenti i costi di gestione, specie nei giorni feriali, diverrebbero insostenibili.

Infine il tema dell’aggiornamento del protocollo di sicurezza per l’accesso in sala. Uno tra i più stringenti ed efficaci (dati alla mano) nella prima e seconda fase della pandemia, che si potrebbe ulteriormente migliorare, come chiesto dal CTS nei giorni scorsi, ma non andrebbe stravolto, come invece sembravano presupporre le indiscrezioni filtrate in queste ore che, per fortuna, ci pare non siano corroborate da riscontri. Fermo restando l’obbligo di distanziamento, misurazione della temperatura, tracciamento e gestione dei flussi – tutte misure già in atto alla chiusura di ottobre –  ulteriori restrizioni nelle capienze o il ventilato obbligo di acquisto/prenotazione solo online rischiano di creare un ulteriore, insostenibile, aggravio di costi e riduzione di possibili introiti che potrebbe spingere molte sale a rinunciare all’apertura.

E sarebbe un peccato perché, anche senza “un cacciavite in mano”, proprio le sale cinematografiche potrebbero contribuire in maniera determinante a raggiungere quel “miracolo” della rinascita della nostra comunità, che passa attraverso la riappropriazione di questi luoghi di cultura e socialità.