Cinemazero accoglie l’Ambasciatore del Messico in Italia

Cinemazero ha avuto l’onore di accogliere oggi l’Ambasciatore del Messico in Italia, Genaro Lozano, giunto a Pordenone assieme al Console Onorario Graziano Bertogli per visitare personalmente gli archivi più completi al mondo dedicati a Tina Modotti, custoditi nel nuovo archivio climatizzato per la fotografia e l’audiovisivo di Cinemazero, realizzato di recente con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia

L’Ambasciatore ha potuto ammirare una selezione di numerosi e straordinari scatti originali di Tina Modotti, portati per l’occasione all’interno della Mediateca di Cinemazero, che custodisce – oltre ai 300 scatti conservati agli archivi climatizzati – riviste e pubblicazioni d’epoca, una biblioteca dedicata, svariate decine di filmati, documenti e lettere… 

Le fotografie fanno parte dell’imponente operazione di mappatura dell’intera produzione dell’artista: grazie al lavoro di ricerca fatto nel mondo da Gianni Pignat, Piero Colussi e Riccardo Costantini, integrato con ricerche fatte da numerosissimi altri studiosi e studiose, Cinemazero ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di un numero impressionante – e non noto in questa consistenza – di foto di Modotti, più di 600. 

Una parte delle immagini è attualmente esposta a Perugia, presso Palazzo della Penna, dopo essere stata protagonista di un importante percorso espositivo recente che ha toccato alcuni dei principali musei e gallerie d’Italia e d’Europa. 

Proprio in vista dei 130 anni dalla nascita di Tina Modotti, Cinemazero ha recentemente avanzato al Comune di Udine una proposta ufficiale per la creazione di un Museo permanente dedicato all’artista. L’istituzione culturale ha dichiarato la propria completa disponibilità a ogni forma di collaborazione, mettendo a servizio del progetto sia il proprio vasto patrimonio di materiali, sia il know-how maturato in decenni di studi: un corpus unico e articolato che comprende fotografie, riviste e libri d’epoca, documenti cartacei, memorabilia e numerosi altri elementi fondamentali per restituire in modo completo la figura della fotografa udinese nel panorama internazionale. 

Durante la visita l’Ambasciatore ha inoltre apprezzato la proiezione di frammenti dell’unico film superstite con Tina Modotti attrice, Tiger’s Coat, ritrovato e restaurato dalla Cineteca del Friuli in collaborazione con Cinemazero. 

La presentazione si è completata con materiali video in anteprima del nuovo film di Matteo Parisini, attualmente in fase di sviluppo, una coproduzione Francia–Italia–Messico che vede Cinemazero tra i protagonisti insieme alla pluripremiata casa di produzione napoletana LaDoc

Aspettando Pordenone Docs Fest 26



8 documentari, 8 serate, 8 temi diversi, 8 appuntamenti speciali di Aspettando Pordenone Docs Fest per prepararsi al meglio alla XIX edizione del festival del cinema documentario che quest’anno
si terrà dal 25 al 29 marzo a Cinemazero.
Come sempre una proposta molto varia e articolata per riflettere insieme sulla nostra realtà, sull’attualità e su visioni ed esperienze che formano il presente.
Spazio a temi quali l’omicidio di Giulio Regeni, il terrorismo rosso, le migrazioni, i diritti dei minori, la situazione in Iran, la guerra in Ucraina la Palestina e Gaza, la dittatura in Albania… la storia e la politica contemporanea, i conflitti, le battaglie sociali, attraversando Paesi, oltre quelli già citati, come Polonia, Bielorussia, Afghanistan, Serbia, Bosnia, per un percorso selezionato – e di grande qualità – per ricordare il passato, vivere il presente e riflettere sul futuro.

Venerdì 30 gennaio | h 20.45

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo (Simone Manetti. Italia, 2026. 70’)

Il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016.
Un documentario che ripercorre il caso di Giulio Regeni, tra verità negate, indagini spezzate e silenzi che pesano come macigni. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio e Paola: un padre e una madre che hanno trasformato il dolore in coraggio, sfidando la dittatura di al-Sisi. Con loro, la voce dell’avvocata Alessandra Ballerini, nella battaglia che dopo otto anni ha condotto al processo contro quattro agenti egiziani. Un racconto di amore, giustizia e resistenza.
Interviene il regista Simone Manetti

Giovedì 5 febbraio | h 20.45

The Guest (Zvika Gregory Portnoy e Zuzanna Solakiewicz. Polonia, Qatar, 2024. 78’)
L’incontro – poetico e intenso – tra una famiglia polacca e un giovane rifugiato siriano, bloccato nei boschi al confine con la Bielorussia, racconta le tensioni di una crisi migratoria divenuta terreno di scontro politico.
Nel 2021 il confine tra Polonia e Bielorussia diventa una terra di nessuno, dove i rifugiati restano intrappolati in un crudele gioco politico. Maciek accoglie in casa Alhyder, giovane siriano stremato. Tra paura, attesa e scelte impossibili, nasce un legame fragile e umano. Un documentario intimo che, senza clamore, racconta lo stallo, il pericolo e la forza silenziosa della solidarietà.



Nell’occasione verrà presentato il cortometraggio La scuola Penny Wirton di Pordenone realizzato da Cinemazero e Pordenone Docs Fest che da poco inaugurata ha lo scopo di insegnare l’Italiano ai minori stranieri non accompagnati: in Friuli Venezia Giulia sono ben 700, ciascuno con il proprio peso dei traumi subiti durante viaggi dolorosi e lunghi.
In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Penny Wirton Pordenone, Associazione Immigrati Pordenone, Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone.

Mercoledì 11 febbraio | h 20.45
Toni, mio padre (Anna Negri. Italia, 2025. 109’)
Interviene la regista Anna Negri

Un ritratto intimo e sincero del rapporto tra la regista e suo padre, Toni Negri, che intreccia memoria personale e storia collettiva in un dialogo profondo tra affetti, politica e libertà.
A quattordici anni Anna vede suo padre Toni Negri arrestato, accusato di essere il capo occulto del terrorismo italiano negli anni di piombo. Anni dopo, da quell’assenza nasce un film: un dialogo intimo tra una figlia e un padre al tramonto. A Venezia, sapendo che sarà l’ultima volta, camminano insieme tra parole essenziali e silenzi carichi di senso. È il racconto di due generazioni ferite che provano, finalmente, a ritrovarsi.

Giovedì 19 febbraio | h 19.00

Past Future Continuos – Gli uccelli del Monte Qaf (Firouzeh Khosrovani. Iran, Norvegia, Italia, 2025. 80’)

Interviene la regista Firouzeh Khosrovani

Un racconto poetico sull’esilio di Maryam, che osserva da lontano la casa della sua famiglia in Iran tramite videocamere: un viaggio tra passato e presente, nostalgia e radici perdute, sullo sfondo di un Paese irraggiungibile.
Maryam fugge dall’Iran a vent’anni, nascosta tra le pecore che attraversano le montagne verso la Turchia. La rivoluzione ha inghiottito i suoi amici, la famiglia la salva mandandola via per sempre. Dall’America, guarda i genitori attraverso videocamere tremolanti: un filo fragile con la sua terra. Quando la rete si spegne, si spezza anche il legame. Un racconto poetico di esilio, memoria e nostalgia, come il Monte Qaf: un ritorno impossibile, che vive solo nei sogni.


In collaborazione con Zalab

Giovedì 26 febbraio | h 20.45

2000 metri ad Andrijvka (Mstyslav Chernov. Ucraina, 2025. 106’)
In occasione del quarto anniversario dell’inizio della Guerra in Ucraina

Mai abbiamo visto la guerra così vicina e così realistica: una testimonianza unica per comprendere la dinamica degli scontri bellici contemporanei e la situazione attuale del conflitto ucraino.
Nel 2023, durante una controffensiva destinata a fallire, il reporter Mstyslav Chernov segue una brigata ucraina tra gli alberi di una foresta trasformata in trincea. Un miglio di terra verso Andriivka, villaggio occupato dai russi, diventa un viaggio nell’anima della guerra. Con incredibili riprese sul campo delle bodycam dei soldati, emerge una verità straziante: più avanzano nella loro patria distrutta, più comprendono che per loro questa guerra potrebbe non finire mai. Una guerra di trincea, alla conquistra di pochi metri, con un numero di vittime enorme.

In collaborazione con Wanted Cinema


Sabato 28 febbraio | h 16.30 ANTEPRIMA ASSOLUTA

Orcolat – Il racconto del terremoto del Friuli ’76 (Federico Savonitto. Italia, 2026, 92′)

Intervengono il regista Federico Savonitto e i produttori Marco Caberlotto e Lucio Scarpa

Un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi – tra cui Dino Zoff, Fabio Capello, Manuela Di Centa, Paolo Rumiz, Davide Toffolo e Tullio Avoledo – il film restituisce un mosaico emotivo di quel momento storico che ha segnato il territorio e la sua gente.
Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Lo sguardo del regista Federico Savonitto si apre a una dimensione internazionale, che parla non solo a chi quegli eventi li ha vissuti ma a un pubblico di tutte le età. Con le musiche di Elisa Toffoli, dei Tre Allegri Ragazzi Morti e di Lorenzo Commisso il film diventa un viaggio nella memoria e nella resistenza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

In collaborazione con Kublai Film

Giovedì 5 marzo | h 20.45

The Life that Remains (Dorra Zarrouk. Egitto, Arabia Saudita, 2024. 79’)
La storia di una famiglia palestinese fuggita da Gaza, sospesa tra dolore, perdita e il desiderio di ritorno. Attraverso ricordi, immagini d’archivio e testimonianze, il film ritrae la resilienza di chi tenta di ricostruire un futuro dopo la fuga.
Una famiglia palestinese con otto figli fugge da Gaza tre mesi dopo l’inizio della guerra. Tra loro c’è Nadine, giovane madre di due gemelle nate dopo anni di attesa. Hanno perso casa, beni e affetti, lasciando un luogo amato, affollato e vivo. In Egitto sognano il ritorno, ma la distruzione di Gaza incombe come una seconda Nakba. Con la chiave della loro casa in mano, portano con sé memoria e nostalgia di un mondo che forse non rivedranno più.
In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Neda Day

Giovedì 12 marzo | h 20.45

Waking Hours (Federico Cammarata e Filippo Foscarini. Italia, 2025. 78’) Intervengono i registi


Un viaggio immersivo nella foresta balcanica, spazio reale e simbolico in cui un gruppo di passeur afgani vive nell’attesa di traghettare migranti oltre il confine: un racconto notturno di sospensione, pericolo e trasformazione.
Nella foresta della rotta balcanica, dove il visibile si dissolve, nasce un film che trasforma il bosco in corpo vivo e luogo di metamorfosi. Attorno al fuoco, presenze furtive si raccolgono mentre in lontananza rimbombano spari. Poco oltre, un muro di metallo segna l’inizio dell’Europa. Un clan di passeurs afgani attende chi deve attraversare, vagando in una notte senza fine. La foresta diventa confine, rifugio e soglia, spazio di smarrimento e speranza.

In collaborazione con Luminalia

Giovedì 19 marzo | h 20.45

Film di Stato (Roland Sejko. Italia, 2025, 78’) Interviene il regista

Un’esplorazione attraverso materiali d’archivio della propaganda sotto il regime di Enver Hoxha: un viaggio nella costruzione del potere e nelle immagini che per decenni hanno definito e controllato la narrazione dell’Albania.
Per oltre quarant’anni l’Albania coincide con un solo volto: Enver Hoxha. Film di Stato attraversa quel regime usando le immagini che il potere ha creato per raccontare se stesso. Film di propaganda, archivi segreti, materiali inediti compongono un viaggio ipnotico dentro un paese isolato, dove il cinema era strumento di controllo. Oggi, quelle stesse immagini si ribellano e svelano crepe, silenzi, paure. Un racconto potente su come il potere costruisce la propria memoria e su ciò che, col tempo, non riesce più a nascondere



ORCOLAT

Sabato 28 febbraio alle ore 16.30, in anteprima assoluta a Cinemazero nell’ambito di Aspettando Pordenone Docs Fest, sarà presentato Orcolat.  A introdurlo in sala il regista Federico Savonitto (In un futuro aprile – il giovane Pasolini) e i produttori Marco Caberlotto e Lucio Scarpa.  Il film proseguirà il suo percorso domenica 1 marzo al Cinema Teatro Sociale di Gemona Del Friuli e dal 2 marzo sarà distribuito nelle sale italiane. 

A quasi cinquant’anni dal devastante terremoto che colpì il Friuli nel 1976, Orcolat si configura come un viaggio nella memoria collettiva del territorio, trasformando la tragedia in un racconto di rinascita. Un evento ancora vivo nell’immaginario collettivo, anche per il modello di ricostruzione che ha saputo offrire negli anni, in Italia e all’estero, e che oggi risuona come monito necessario di fronte agli stravolgimenti ambientali contemporanei. 

Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, il documentario costruisce un racconto corale che intreccia memoria, identità e resilienza del Friuli. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo e Tullio Avoledo — il film restituisce un mosaico emotivo di un momento storico che ha segnato profondamente la comunità. 

Lontano da ogni retorica commemorativa, Orcolat indaga la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti, di Elisa e di Lorenzo Commisso accompagnano un percorso nella memoria profonda del Friuli, dove il sisma del ’76 resta una ferita ancora visibile nel paesaggio e nelle coscienze. 

«Sono cresciuto ascoltando molto spesso racconti su quel grande trauma — racconta il regista — e gradualmente ho iniziato a percepirlo come uno spartiacque collettivo tra un prima e un dopo. Orcolat nasce dal desiderio di raccontare il terremoto del Friuli non come un evento concluso, ma come una presenza ancora attiva, un movimento sotterraneo che continua a interrogare territorio, memoria e identità. La scelta di affidare la narrazione a Bruno Pizzul è stata centrale: la sua voce porta con sé un Friuli arcaico, fatto di misura e silenzi. Orcolat è, in definitiva, un film sull’ascolto: della terra, delle sue fratture visibili e invisibili, e delle storie che continuano a muoversi sotto la superficie del tempo». 

Orcolat è prodotto da Lucio Scarpa e Marco Caberlotto, una produzione Kublai Film con Rai Cinema, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG e il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Il film vede inoltre la collaborazione dell’ARLeF e il patrocinio dell’Associazione dei Comuni terremotati del Friuli e dell’Ente Friuli nel mondo. 

L’ora di Cinema

Perché un film ci emoziona e cosa si nasconde dietro un taglio di luce o un movimento di macchina? Da queste domande nasce L’ora di cinema, il nuovo progetto di Cinemazero curato da Alessandro Venier, storyteller ed esperto di film education. 

Un ciclo di quattro incontri gratuiti che da febbraio a maggio 2026 animerà gli spazi di spazioZero con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al linguaggio cinematografico in modo agile e partecipativo: non una lezione accademica, ma una vera comunità di visione e confronto in cui, per un’ora (dalle 18.30 alle 19.30), osservazioni tecniche, analisi di frammenti video e dialogo diretto si intrecciano per offrire ai partecipanti una concreta “cassetta degli attrezzi” per diventare spettatori e spettatrici attiv3; il percorso ha anche una dimensione laboratoriale, perché riflessioni e recensioni confluiranno in un quaderno collettivo di critica cinematografica nato dall’identità del gruppo.  

Il primo appuntamento, lunedì 16 febbraio 2026, è dedicato a Era mio padre di Sam Mendes: i partecipanti  e le partecipanti entreranno nel cuore di una sequenza magistrale per smontarne gli ingranaggi, scoprendo come luce, montaggio e sottrazione sonora possano trasformare un atto di violenza in pura narrazione per immagini, in un viaggio tecnico ed emotivo che insegna a guardare oltre lo schermo e a decodificare l’estetica del destino; il ciclo proseguirà lunedì 16 marzo, 14 aprile e 11 maggio 2026, sempre a ingresso libero e senza prenotazione.  

Alessandro Venier insegna Smart Filmmaking all’Università di Udine, è direttore artistico del festival LeggerMente e coordinatore del progetto Circuito Cinema in FVG, autore dei podcast “Kansas” e “L’ora di cinema”, regista del corto 1976 e co-autore del libro Il fiume a bordo (BEE, 2020).