In the Mood For Love

In The Mood For Love, film drammatico e sentimentale di Wong Kar-wai del 2000, torna a Cinemazero in occasione del 25esimo anniversario della sua uscita, per soli tre giorni: il 17, 18 e 19 febbraio



Il film tornerà sul grande schermo in 4K, nella versione restaurata dall’Immagine Ritrovata di Cineteca di Bologna e dalla Criterion Collection del 2021, in lingua originale con sottotitoli in italiano. 
Hong Kong, primi anni Sessanta. Un uomo e una donna. Due dirimpettai che si trovano a vivere un amore casto e segreto. Due attori meravigliosi che spalancano le porte dell’Occidente alla bellezza del nuovo cinema asiatico (Tony Chiu-Wai Leung, ricordiamo, è stato incoronato al Festival di Cannes).  
Non tanto love story, come spiega lo stesso Wong Kar Wai, quanto «l’analisi dei possibili sviluppi di una vicenda sentimentale». 
«I protagonisti – sono ancora parole di Wong Kar Wai – passano gradualmente dalla posizione iniziale di vittime, entrambi traditi dai rispettivi coniugi, a quella opposta di amanti. Non è quindi solo un film su una relazione extraconiugale, o sul matrimonio, bensì sulle condizioni che un amore si trova a vivere con il passare del tempo. Possiamo dire che In the Mood for Love è un film che parla di segreti…». 
Pochi sanno descrivere gli stati d’animo come li descrive Wong Kar Wai, traducendoli in pura essenzialità, e questo immenso cult (scandito dall’ormai celebre colonna sonora di Michael Galasso) rimane un modello inimitabile.   
 

LYNCH HIGHWAY

Cinque serate per (ri)ammirare su grande schermo alcuni dei capolavori del più grande “costruttore di immaginario” (cinematografico e non solo) dell’ultimo mezzo secolo. Il dovuto e commosso omaggio di Cinemazero al genio di Missoula, scomparso il 15 gennaio di quest’anno. E ora, tutti in sala: silencio.

Lunedì 10 febbraio, ore 20:45

VELLUTO BLU

Blue Velvet, Stati Uniti, 1986, 120’

Versione originale in inglese con sottotitoli in italiano

Ingresso gratuito

 Introduzione a cura di Paolo A. D’Andrea

Lumberton, una tranquilla cittadina americana dove non succede mai nulla. Jeffrey Beaumont, di ritorno dall’Università per vedere il padre ricoverato in ospedale, trova in un prato un orecchio umano reciso e lo consegna all’ispettore di polizia Williams. Sandy, figlia dell’ispettore e amica di Jeffrey, gli rivela alcune informazioni di cui è venuta a conoscenza ascoltando i discorsi del padre nel suo ufficio. Trasformatosi in detective dilettante, Jeffrey inizia a spiare una donna sospetta, la cantante Dorothy Vallens…

Seguendo le orme di Howard P. Lovecraft, David Lynch riesce a trasporre sullo schermo l’angoscia, a rendere palpabile l’innominabile, a sollevare il lembo di un velo che cela misteri psichici insondabili. (Hubert Niogret)

Lunedì 17 febbraio, ore 20:45

THE ELEPHANT MAN

Id., Stati Uniti/Regno Unito, 1980, 124’

Versione originale in inglese con sottotitoli in italiano

Introduzione a cura di Martina Zoratto

Durante uno spettacolo circense, il chirurgo Frederic Treves incontra John Merrick, un uomo colpito da una grave malformazione congenita, costretto da un impresario malvagio e tirannico a esibirsi per il divertimento del pubblico con il nome di Uomo Elefante. Merrick, in realtà, è un individuo istruito e sensibile, obbligato all’isolamento a causa della propria deformità. Il medico, allora, decide di liberarlo e di aiutarlo a reinserirsi nella società.

Non meno ancestrale e traumatico di Eraserhead, ibrido e tragicomico come il suo protagonista, da una parte trascina al pianto il grande pubblico e dall’altra fa saettare schegge di orrido e memorie di Tod Browning. (Roy Menarini)

Lunedì 3 marzo, ore 20:45

STRADE PERDUTE

Lost Highway, Stati Uniti/Francia, 1997, 135’

Versione originale in inglese con sottotitoli in italiano

Introduzione a cura di Roberto Calabretto

All’ingresso della propria lussuosa villa il sassofonista Fred Madison scopre delle videocassette che mostrano lui e la moglie Renée mentre dormono. Avverte la polizia, ma questa non sa darsi spiegazioni logiche dell’accaduto. Tempo dopo Renée porta il marito ad una festa organizzata da un certo Andy. Alla fine della serata a Fred viene recapitata una videocassetta che lo ritrae accanto al corpo massacrato della moglie: è accusato di omicidio e viene condotto in carcere. Qui è preda di violenti ed inspiegabili mal di testa, che culminano in un’improvvisa e assurda mutazione…

Con Strade perdute, i film di Lynch entrano in un territorio che sta oltre il reale, irreale e insieme surreale, che poco alla volta erode le certezze dei personaggi e dello stesso spettatore, entrambi confusi (e minacciati e terrorizzati) da atmosfere oniriche incerte e inspiegabili. (Roberto Manassero)

Lunedì 10 marzo, ore 20:45

UNA STORIA VERA

The Straight Story, Stati Uniti/Canada, 1999, 112’

Versione originale in inglese con sottotitoli in italiano

Introduzione a cura di Giovanni De Roia

Laurens, Iowa. Alvin Straight, settantatreenne che vive con la figlia Rose, viene a sapere che il fratello Lyle, con cui non parla da dieci anni, ha avuto un infarto. Prima che sia troppo tardi, decide di intraprendere un viaggio fino a Mount Zion, in Wisconsin, per incontrarlo. Non in corriera o in treno, perché Alvin vuole guidare da solo, con i suoi tempi e i suoi modi. Non avendo più una patente, non gli resta che guidare un tosaerba con rimorchio e assaporare con lentezza le meraviglie del Midwest americano.

Un titolo che è anche una dichiarazione di poetica: ecco una storia semplice, sana, pulita, senza troppi fronzoli. Lynch asciuga, cerca la limpidezza e la linearità, e contemporaneamente alza le sue ambizioni: il viaggio del vecchio nella solitudine del paesaggio americano, con le distese di grano bagnate dalla luce autunnale, è davvero un percorso iniziatico verso la morte, verso il perdono e la riconciliazione. (Vincenzo Buccheri)

Lunedì 17 marzo, ore 20:30

MULHOLLAND DRIVE

Id., Stati Uniti/Francia, 2001, 146’

Versione originale in inglese con sottotitoli in italiano

Lezione introduttiva a cura di Roy Menarini

Betty, ingenua sognatrice dell’Ontario profondo, sbarca a Hollywood per diventare una star. In attesa di ruoli e gloria, alloggia nell’appartamento di sua zia, rientrata in Canada. Dietro la porta trova Rita, una bruna femme fatale scampata a un incidente e a due uomini armati che la volevano morta. Ma Rita questo non lo sa (più) perché ha perso la memoria dietro una curva di Mulholland Drive…

Per comprendere Mulholland Drive bisogna soprattutto viverlo e sentirlo. Il suo onirismo autorizza qualsiasi interpretazione: i misteri abbondano come le soluzioni possibili. Il senso viscerale del film non passa per le parole né per una narrazione razionale. (Marzia Gandolfi)

Manifesto per una comunicazione responsabile e ampia

Cinemazero si impegna da sempre nella promozione di una comunicazione responsabile e ampia, riconoscendo l’impatto cruciale che
le parole hanno sulla società e sul territorio.
La nostra missione è costruire contesti in cui ogni persona si senta rispettata e rappresentata.
Attraverso questo manifesto, vogliamo condividere i nostri principi e le nostre pratiche che ci guidano verso una comunicazione rispettosa e ampia, con l’obiettivo di creare un dialogo – con le persone e il pubblico, con le associazioni, con le realtà del territorio… – che rifletta valori di uguaglianza e rispetto.
Il nostro orizzonte principale è costruire un ambiente comunicativo dove ogni persona si senta rappresentata e rispettata, riconoscendo che il processo potrebbe portare a errori da cui imparare.
Questo documento è frutto di un percorso di formazione, che ha visto come protagonista tutto il personale dipendente di Cinemazero.

A condurre il lavoro è stata Manuela Manera, linguista ed esperta in gender studies.
Abbiamo la certezza che il lavoro fatto finora non terminerà con questo manifesto, ma fa parte necessariamente di un percorso che intraprendiamo anche assieme al nostro pubblico. Ci scusiamo già in partenza se qualche volta commetteremo qualche involontario errore.
Vi chiediamo di sostenerci e accompagnarci in questo processo: se desiderate contribuire al miglioramento della nostra comunicazione, vi invitiamo a condividere suggerimenti e feedback scrivendo a cinemazero@cinemazero.it

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MANFIESTO

COMUNICAZIONE
La nostra comunicazione è progettata per essere, ampia e rispettosa.
Ci impegniamo a:
• Garantire un linguaggio ampio e non discriminatorio, andando anche a modificare documenti o comunicazioni qualora non rispettino questa norma;
• Utilizzare immagini che evitino stereotipi, assicurando una rappresentazione più ampia possibile della società;
• Applicare diverse strategie linguistiche per costruire una comunicazione più ampia e rispettosa di tutte le persone (utilizzeremo forme neutre, maschili e femminili e, se ce ne sarà bisogno, ricorreremo alla schwa o ad altre forme in uso);
• In sala, prima di un film, segnaleremo – attraverso specifici avvertimenti – contenuti potenzialmente traumatici, offrendo supporto per chiunque possa trovarsi a disagio;
• Evitare parole e terminologie che rimandano a contesti coloniali o razzializzanti.

SPAZI
I nostri spazi sono progettati per essere accessibili e sicuri.
Ci impegniamo a:
• Garantire bagni accessibili, senza distinzione di genere;
• Proporre visioni al cinema per persone ipoudenti e ipovedenti;
• Offrire spazi e luoghi adeguati e ben segnalati per il pubblico (ad esempio: ascensore per persone con disabilità o indicazioni per persone con esigenze specifiche);
• Favorire accesso a persone con disabilità, in gravidanza o esigenze specifiche
• Assicurare ingresso con biglietto omaggio al cinema per le persone con disabilità e biglietto ridotto per chi l’accompagna;
• Allestimento di punti “Baby Pit Stop” per allattamento e cura di bambine/i in un contesto accogliente e sicuro.

PERSONE E RELAZIONI
Cinemazero si impegna a creare relazioni rispettose e ampie tra le persone valorizzandone la loro unicità e vedendo le differenze sempre come arricchimento e mai come ostacolo.
Ci impegniamo a:
• Permettere a chiunque di indicare i pronomi (nei badge e nelle firme mail) che più ne rappresentano la persona;
• Accogliere in modo ampio le persone nei nostri spazi, eliminando la richiesta del genere nelle nostre modulistiche e permettendo l’uso del nome di elezione;
• Assicurare che i nostri dipendenti e chi collabora con noi possano esprimersi liberamente e sentirsi in un ambiente sicuro;
• Mantenere un dialogo aperto e costante con associazioni di promozione sociale sul territorio.
• Offrire azioni pratiche di accoglienza per persone in contesti di fragilità;
• Organizzare eventi e momenti di confronto per discutere del cambiamento delle narrazioni e per riflettere su temi di inclusività.

ANTIVIOLENZA
Cinemazero sostiene il contrasto alla violenza, di qualsiasi tipo e in ogni sua manifestazione.
Ci impegniamo a:
• Distribuire materiale informativo relativo al tema nelle nostre sale e in mediateca, nonché in occasione dei nostri eventi.
• Dare informazioni su associazioni e realtà dedicate al sostegno delle persone (in particolare donne o individui in contesti di fragilità) vittime di violenza e collaborare con loro.
• Fornire indicazioni di percorsi sicuri e illuminati in prossimità del cinema, per favorire la fruizione dei luoghi della cultura in sicurezza.

Cinemazero, noi tutti e tutte, ci impegneremo – come abbiamo sempre fatto – a promuovere i principi e le buone pratiche oggetto del presente manifesto. Crediamo che un manifesto sia importante per ricordare sempre qual è il nostro ruolo come operatori e operatrici culturali, onorando la nostra professione attraverso un esempio concreto di accoglienza concreta e ampia.
Speriamo e ci auguriamo che altre realtà culturali possano trarre spunto da questo manifesto, anche copiandolo liberamente se ritenuto valido, o – se già aggiornate e competenti – ci possano dare supporto per migliorare il percorso intrapreso.
Crediamo che chiunque possa essere determinante nel creare un ambiente più inclusivo, rispettoso e sicuro per chi lo attraversa.
Per questo, come Cinemazero, noi tutte e tutti, forti di un pubblico di alcune centinaia di migliaia di persone, faremo del nostro meglio affinché il percorso e il manifesto siano conosciuti il più possibile.


Per qualsiasi feedback o suggerimento:
cinemazero@cinemazero.it

Aspettando Pordenone Docs Fest

8 documentari, 8 serate, 8 temi diversi, 8 appuntamenti speciali di Aspettando Pordenone Docs Fest per prepararsi al meglio alla XVIII edizione del festival del cinema documentario che quest’anno si terrà dal 02 al 06 aprile a Cinemazero. 
Come sempre una proposta varia e articolata per riflettere insieme sulla nostra realtà, sull’attualità e su visioni ed esperienze che formano il nostro presente. Spazio a temi quali cambiamento climatico, diritti delle donne, storia e politica, conflitti, attraversando paesi come Italia, Giappone, Croazia, Iran, Ungheria, Ucraina, Bhutan, per un percorso selezionato – e di qualità – per ricordare il passato, vivere il presente e riflettere sul futuro. 

Giovedì 6 febbraio 2025  – ore 20.45 
Proiezione e incontro 
BLACK BOX DIARIES 
Di Shiori Ito. Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, 2024. 102’ 
Nel ruolo di vittima e allo stesso tempo di reporter che indaga sul proprio caso, la giornalista Shiori Ito, accusando pubblicamente di stupro un collega, ha combattuto per un epocale cambiamento sociale… e per sopravvivere. 
Quando, nel maggio 2017, la ventottenne giornalista Shiori Ito accusa di stupro il più anziano collega e biografo dell’allora Primo Ministro Shinzo Abe, sa di non avere altra scelta, se vuole che il suo caso cambi le antiquate leggi giapponesi sulla violenza sessuale. In una società in cui parlarne apertamente è considerato indecoroso, la sua conferenza stampa scuote l’opinione pubblica. Nel giro di pochi giorni, Shiori si trova al centro del dibattito politico: la destra la considera una minaccia per il governo, la sinistra la acclama come un’eroina. Minacce di morte, cyberbullismo e lettere minatorie trascinano Shiori in una spirale di paura e solitudine. Determinata a dare l’esempio ad altre vittime, Shiori porta avanti il suo caso. Diretto da lei stessa con filmati privati della sua terribile esperienza, Black Box Diaries cattura il suo tumultuoso, straziante e infine trionfale viaggio, rivelando il prezzo umano e sociale da pagare quando si subisce l’attacco congiunto di politica, media e social network.  

Nell’occasione verrà presentato il  Manifesto per una Comunicazione Responsabile e Inclusiva – Documento programmatico di Cinemazero per l’uso di un linguaggio ampio in ambito culturale, elaborato con la linguista Manuela Manera. 

Sabato 15 febbraio | h 19.00 
Proiezione e incontro 
LIRICA UCRAINA 
Di Francesca Mannocchi. Italia, 2024. 84’ 
Il racconto dell’Ucraina attraverso le voci di quanti hanno vissuto l’orrore e le sofferenze della guerra. Un film carico di dolente compassione nei confronti di un’umanità provata ma non sottomessa. 
Francesca Mannocchi, una delle migliori corrispondenti di guerra in Europa, continua il percorso che l’ha portata a raccontare diverse zone di conflitto, dalla Libia al Libano, all’Iraq e, più recentemente, all’Ucraina. Giunge a Bucha due giorni dopo la liberazione dalle truppe russe che l’avevano occupata per 33 giorni. Documenta, senza risparmiare nulla alla vista, l’eccidio compiuto ai danni della cittadinanza. Avvicina le persone conquistandone la fiducia perché le lascia parlare di ciò che hanno vissuto e che ancora stanno vivendo senza interrompere i racconti. Vuole raccogliere e raccontare le piccole storie dei sopravvissuti, gli unici a conservare la memoria. Lirica Ucraina è un’immersione nelle sofferenze e nella fatica del perdono che l’uomo vive durante un conflitto. 
  
Interviene Francesca Mannocchi

Mercoledì 19 febbraio 2025  ore 20.45 

Proiezione e incontro 
ANTEPRIMA NAZIONALE 
FIUME O MORTE! 
Di Igor Bezinović. Croazia, Italia, Slovenia, 2025, 112’. 
Le visioni ultranazionaliste che hanno sostenuto le azioni di D’Annunzio nella conquista della città di Fiume. Lungi da essere una lezione di storia, il documentario indaga su come il passato influenza il presente, riflettendo sulla persistenza delle ideologie estremiste nella società contemporanea. 
 Le voci degli abitanti della Fiume contemporanea ci conducono attraverso uno degli eventi storici più interessanti e meno esplorati del Novecento: i sedici mesi dell’occupazione della città da parte del poeta Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari. Componendo in modo originale straordinarie immagini d’archivio dell’epoca e rievocazioni che vedono come protagonisti gli attuali abitanti della città, il regista fiumano fa rivivere nello spazio pubblico della moderna Rijeka un periodo in cui la cittadina croata ha vissuto una trasformazione inaspettata. Un lungometraggio documentario che attinge ad elementi di finzione per raccontare quanto la memoria sia inaffidabile, la realtà una costruzione sociale e il 
presente una chiave fondamentale per comprendere il futuro. 
 
Intervengono il cast del film e il regista 

Giovedì 6 marzo 2025  ore 20.45 
Proiezione e incontro  
MY STOLEN PLANET  
di Farahnaz Sharifi. Germania, Iran, 2024. 75’  
Un racconto personale, toccante, intenso di una donna iraniana, che ama il suo Paese e la libertà. 
 
Farah, nata durante la rivoluzione islamica in Iran nel 1979, all’età di sette anni si rende conto di vivere su due pianeti: quello degli Ayatollah e un altro, nascosto, dove osa essere sé stessa. Quando acquista una cinepresa il suo mondo cresce, nutrito dalla danza e dalla gioia. A ciò aggiunge gli archivi di filmati in 8mm lasciati da altre famiglie in esilio, creando così un’altra storia, che consegna al mondo, del suo paese. Nel “pianeta privato” di Sharifi  le donne iraniane sono libere di essere se stesse e il banale diventa bello. Vengono ripresi momenti di passaggio, intimi, che ritraggono un aspetto opposto e più tranquillo della resistenza, ma anche i coraggiosi atti di protesta nelle strade. Dall’altro lato, il mondo esterno è sempre documentato, con i telefoni cellulari puntati in faccia e gli occhi digitali che osservano in continuazione. Attraverso la voce fuori campo, la regista mette in discussione il suo impulso a filmare tutto. Ma “filmare o non filmare” non è mai la domanda. Il cinema è testimone di tragedie e ingiustizie, e il cinema documentario è quindi anche infinitamente vitale. 

Interviene Mersedeh Ghaedi, attivista iraniana rifugiata in Europa 

Un evento in occasione di  Anteprima Dedica 2025 a Kader Abdolah. 
In collaborazione con  Neda Day – Pordenone  
Nella ricorrenza della  Giornata internazionale dei diritti delle donne 

Giovedì 13 marzo 2025  ore 20.45 
Proiezione e incontro 
THE GIANTS 
di Laurence Billiet, Rachael Antony. Australia, 2023’. 83’ 

Il destino degli alberi, i giganti della foresta, si intreccia con quello degli esseri umani, nel ritratto poetico dell’attivista e politico australiano Bob Brown. Grazie al suo impegno, la Tasmania rimane ancora un paradiso naturale.   
Cinquant’anni di attivismo: la storia di Bob Brown, medico, padre dell’ambientalismo australiano e indiscussa icona gay, è una fonte potente e gentile di ispirazione. Il suo impegno esordisce nella campagna per salvare l’ultimo fiume selvaggio della Tasmania e continua ancora oggi, con la lotta per la foresta pluviale di Tarkine. Bob Brown ha scelto di dedicare tutto sé stesso alla salvaguardia dell’ambiente riuscendo a portare il partito dei Verdi al cuore della politica australiana. Lui ne è certo: la sua vita si intreccia con lo straordinario ciclo di vita degli alberi, i veri giganti della foresta. Celebrato come uno dei documentari australiani di maggior successo del 2023, The Giants ha mobilitato individui e comunità in difesa delle foreste facondo in modo che il contrasto alla deforestazione diventasse parte dell’agenda politica del paese.   

Interviene in video Bob Brown

Giovedì 20 marzo 2025  ore 20.45 
AGENT OF HAPPINESS 
di Arun Bhattarai, Dorottya Zurbó. Bhutan, Ungheria,2024. 94’ 
Quando si tratta di capire un Paese, chiedere semplicemente “sei felice?” ai suoi cittadini messi davanti ad una telecamera può sembrare semplicistico o riduttivo, eppure funziona.   
 
Come si può misurare la felicità? Il Bhutan ha inventato la “Felicità Nazionale Lorda” per farlo, e Amber è uno degli agenti che viaggia di porta in porta per incontrare le persone e misurare quanto siano realmente felici. Sottopone ad ogni partecipante  148 domande diverse, molte delle quali registrate con un valore compreso tra uno e dieci. Si va dal test della personalità – il senso di soddisfazione, di appartenenza o di rabbia – alla misurazione del benessere in base al numero di mucche e asini posseduti. Amber, dal canto suo, a 40 anni vive ancora con l’anziana madre, ma è un inguaribile romantico che sogna di trovare l’amore: un agente della felicità che è alla ricerca della propria felicità. Insieme ad Amber intraprendiamo un viaggio attraverso il Paese, incontrando cittadini di ogni estrazione sociale, che ci ricordano la fragilità e la bellezza della nostra felicità. A prescindere da dove viviamo.

Giovedì 27 marzo 2025  ore 20.45 
DEMOCRACY NOIR 
Di Connie Field. Stati Uniti, Germania, Danimarca, 2024. 113’ 
Tre coraggiose donne in lotta per denunciare le bugie e la corruzione del governo, sfidando il partito ultra-conservatore Fidesz.   
Nella audace ascesa globale di un nuovo autoritarismo, pochi politici si sono dimostrati tanto abili e determinati nel minare le basi della democrazia quanto il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Eroe per la popolazione cristiano-conservatrice del suo Paese e modello per le destre europee e per Donald Trump e i repubblicani americani, Orbán smantella metodicamente le istituzioni democratiche del Paese, mantenendo il gradimento della maggioranza dei cittadini. La politica d’opposizione Timea, la giornalista Babett e l’infermiera Nikoletta  denunciano le bugie e la corruzione del governo, sfidando il partito ultra-conservatore Fidesz. A ogni passo che Orbán compie verso l’autocrazia, queste donne si organizzano e sperimentano strategie innovative per contrastare uno dei demagoghi più potenti e apparentemente inarrestabili dell’Occidente. Ma di fronte a questa nuova e oscura forma di autoritarismo c’è ancora una resistenza vitale: le testimonianze e le scelte di Timea, Babett e Niko dimostrano la necessità di difendere la democrazia e la libertà.