My Name Is Orson Welles a Parigi
Di Lorenzo Codelli
“ Come si fa a mettere in mostra un genio?”, si è chiesto su La Lettura (12/09/25) Paolo Mereghetti, un wellesologo d’antica data, aprendo il suo entusiastico resoconto della grande mostra My Name Is Orson Welles che la Cinémathèque Française ha aperto a Parigi e che rimarrà visitabile fino all’11 gennaio 2026. Poi girerà il mondo, chissà forse anche l’Italia?
Curatore Frédéric Bonnaud, il direttore della cineteca, con la consulenza degli storici Esteve Riambau e François Thomas. Tra i tanti film in programma nella rassegna collegata alla mostra, tre copie restaurate provengono dagli archivi di Cinemazero: Too Much Johnson (1938) The Merchant of Venice (1969)e Rosabella (1993), il bellissimo documentario Rai di Ciro Giorgini sul periodo italiano di Welles (varie ore non montate sono in corso di restauro).
La mostra si divide in cinque sezioni che abbracciano l’arco dell’immensa parabola wellesiana.
- Wonder Boy : la formidabile ascesa del precocissimo regista e mattatore teatrale a Broadway e le sue radiotrasmissioni popolarissime e terrificanti, ad esempio La guerra dei mondi (1938).
- Citizen Kane : il capolavoro che scosse non solo Hollywood ma l’intera 7a Arte.
- L’inizio dei problemi : le aspre lotte per portare a termine opere troppo innovatative e scomode per l’industria cinematografica internazionale.
- Star in Europa : l’esilio tutt’altro che dorato tra Italia, Spagna, Gran Bretagna, Yugoslavia e altri paesi, grandi ruoli da attore e film mai completati, rimontati da altri, solo sognati…
- Un sovrano senza regno : le infinite altre attività artistiche di Welles in parallelo con la passione bruciante per il cinema.
Imperdibile il catalogo illustratissimo della mostra edito da La Table Ronde. 464 pagine di saggi, testimonianze, documenti. Tra gli autori, Alberto Anile, Paolo Mereghetti, Simon Callow, Gregg Toland, John Berry, Stefan Drössler, Philippe Garnier, Orson Welles. Una marea le nuove riedizioni wellesiane che riempiono le vetrine delle librerie francesi. Segnaliamo Leur Orson Welles. Grands entretiens, una raccolta di interviste a cura degli amici “positifisti” Jean-Pierre Berthomé e François Thomas.